giovedì 21 febbraio 2013

Castelsardo (Sardegna): S'Iscravamentu



Per Pasqua lo scorso anno siamo venuti in Italia, in Sardegna, a Sassari. Il lunedì, a Castelsardo, abbiamo visto una cosa, per noi, molto affascinante, sembrava quasi di essere in Spagna: i canti, le luci, i colori, i ricami, lo spirito.
Noi non siamo cattolici, ma questa cosa ci ha molto emozionato.
Abbiamo visto la tradizionale cerimonia della deposizione detta s'Iscravamentu, cioè la deposizione di Cristo: gli hanno tolto i chiodi dalle mani e dai piedi e ho hanno messo su un lettino, per portarlo in processione. La strada era lunga cinque chilomentri. La cosa strana è che la processione, verso la chiesa di Santa Maria, è stata fatta quasi di corsa. Abbiamo chiesto il motivo ad un altro turista presente e lui ci ha spiegato che questo è dovuto al fatto che Gesù doveva essere sepolto in fretta prima del tempo di vigilia della Pasqua Ebraica.
Appena siamo arrivati in chiesa tutti cercavano di prendere un fiore dal lettino dove c'era Cristo, per portarlo a casa ed essere benedetti.
Noi non abbiamo preso nessun fiore ma questa esperienza è rimasta nel nostro cuore.

Antonio, Jaca (Spagna)

Calcata - Viterbo (Lazio): l'alternativa



La migliore amica di mia mamma è sempre stata "un'alternativa", come dite voi italiani. Lei di lavoro fa la pittrice e fin da quando era giovane ha viaggiato tantissimo. Una decina di anni fa è arrivata nel borgo medievale di Calcata, a pochi chilometri da Roma e si è fermata.
Lì la creatività si mescola al fascino delle pietre antiche e ci sono tante persone come lei, quasi tutte straniere, che hanno scelto di vivere isolati, ricreando un'atmosfera un po' bohemien.
Si conoscono tutti e si incontrano spesso nella piazzetta. Ci sono scultori, grafici, pittori, musicisti, coreografi, scrittori, disegnatori...
Ogni estate io la vengo a trovare in Italia, così ne approfitto per migliorare il mio italiano.
La cosa che mi piace di piu' è che lì non ci sono automobili e c'è sempre qualcosa di curioso da vedere e di divertente da fare.
Quando ho bisogno di vedere un po' di gente in più, vado a Roma, ma non ho mai anticipato il mio ritorno in Svezia per noia, anzi a dire la verità, in futuro, mi piacerebbe moltissimo trasferirmi a Calcata.

Katia, Malmö (Svezia)

Fontanelle di Roccabianca - Parma (Emilia Romagna): Don Camillo e Peppone



All'università il professore di cinema italiano ci ha fatto vedere tutti i film di Don Camillo e Peppone, per farci capire meglio la complessa situazione della politica italiana nel dopoguerra. Così quando la mia ragazza e io siamo venuti a fare il gran tour d'Italia, abbiamo messo tra le nostre destinazioni anche Fontanelle di Roccabianca, nella Bassa Parmense, paese di Giovannino Guareschi.
Abbiamo attraversato, con la Fiat Panda a noleggio, la piatta linea di terra, lungo la riva destra del potente Po e siamo arrivati a destinazione. Il paese è piccolo, ci abitano circa 100 abitanti e in Piazza Grande c'è un busto di bronzo di Peppone.
Quando lo abbiamo visto, abbiamo chiesto conferma a un ragazzo di circa vent'anni, che ridendo ci ha detto che in realtà quello era il compagno Faraboli, fondatore del movimento cooperativo riformista, e ci ha consigliato di andare a "Mondo Piccolo" per saperne di più.
Abbiamo pensato: "questo ragazzo ci sta prendendo in giro", ma quando ci ha spiegato la strada abbiamo capito che "Mondo Piccolo" era un museo.
Nella vecchia scuola, la storia delle lotte sociali, delle prime industrie, delle cooperative, del lavoro delle campagne erano lì documentate e si intrecciavano con le memorie personali di Guareschi e i suoi testi letterari.
Una volta usciti da "Mondo Piccolo" abbiamo respirato ancora quell'atmosfera tutta italiana, semplice e reale e sotto un cielo di un bell'azzurro abbiamo continuato il nostro viaggio.

Nagib, New York (USA)

giovedì 20 dicembre 2012

Mantova (Lombardia): le verità perdute




Monaci-guerrieri, tesori, edifici sotterranei, numeri magici sono sempre stati la passione di Bruno, e ogni volta che si trova in giro, va alla ricerca di verità perdute.
Il destino o meglio il lavoro lo ha portato a Matova. Lì si trova la Rotonda di San Lorenzo, un edificio religioso molto enigmatico: di forma circolare, simile alla basilica del Sacro Sepolcro a Gerusalemme.
Appena entrato l'attenzione di Bruno viene attirata da una crocefissione sopra l'abside, poi nota delle formelle che rappresentano un vaso custodito da grifoni, dal quale esce l'albero della vita: è sicuramente il Sacro Graal. Tutto torna: San Lorenzo fu uno dei primi custodi del Graal e fu martirizzato proprio perchè non voleva consegnarlo all'imperatore romano Valeriano.
Bruno comincia a sudare, gli gira la testa, ed esce di corsa dalla chiesa. Si stende a terra davanti alla porta d'entrata della Rotonda e si abbandona al sonno. Sogna di essere un soldato romano di nome Longino e di scagliare una lancia sul costato di Cristo morente sulla croce. Nel momento in cui la lancia trapassa Cristo, lui capisce che quello è il Redentore, la fede è con lui. Velocemente raccoglie la terra insanguinata e arrivato a Mantova la seppellisce nell'Orto dell'Ospedale del Pellegrino.
Quando si sveglia Bruno si trova sopra il lettino del pronto soccorso, con la flebo al braccio. Chiede spiegazioni al medico. Il dottore dice che c'erano state delle chiamate dal 118, che segnalavano la presenza di un uomo privo di sensi davanti alla Rotonda e di non preoccuparsi per il suo malore , era dovuto a un fortissimo sbalzo di pressione. Bruno non ci crede, pensa piuttosto che il Graal abbia voluto confermare, che quella che tutti chiamano la leggenda di San Longino, è verità.

Daniel, Lorgues (France)

mercoledì 21 novembre 2012

Spello (Umbria): l'infiorata



Il mio ragazzo è di Spello, lavora in UK da 7 anni, ci conosciamo da 4 anni: siamo colleghi.
Sono stata tante volte in Umbria, ma l'ultima volta è stata speciale. Siamo venuti in Italia nel periodo del Corpus Domini; in Inghilterra non è una festa sentita, a quanto pare in Italia e in Germania sì, data la grande quantità di tedeschi che c'erano.
Tante volte Fabio mi aveva parlato dell'infiorata di Spello, ma non avevamo mai avuto le vacanze a Giugno.
Ma quest'anno per la prima volta ho visto e sentito. Lungo le vie medievali del paese, petalo dopo petalo, foglia dopo foglia, mani abilissime realizzano vere opere d'arte, utilizzando solo fiori. Una cosa bellissima e profumatissima, ma che dura poco, perchè questo enorme tappeto di fiori viene calpestato dalla processione.
Dopo la processione, nelle strade dei gruppi musicali suonano e si fa festa.
Noi siamo stati un po' con gli amici italiani, poi Fabio mi ha portato verso porta dell'Arce e poi al Belvedere. Lì si è messo in ginocchio, mi ha infilato al dito un anello con una perla e mi ha chiesto di sposarlo. Io ho urlato come una matta "sì, sì, sì" e ora ci stiamo preparando. Ci sposeremo in Italia.

Charlotte, Haworth, Uk

giovedì 15 novembre 2012

Milano: le palle del toro


Sono venuto via dal mio paese, per trovare un lavoro in Italia. Dopo qualche mese di clandestinità, il mio padrone è riuscito a farmi avere il permesso di soggiorno.
In Italia sono venuto per fare quello che facevo in Kosovo: il muratore. Se avevo la possibilità di rimanere a casa rimanevo. Ho moglie e due figlie.
Fino a una settimana fa tutto andava bene, vivevo con i miei colleghi in un appartamento del padron e lavoravamo in giro per la Lombardia, aiutandoci.
Ma lunedì passato Luca il padron ha detto che non c'è più lavoro, nessuno compra più case ed è meglio se cominciamo a cercare un altro lavoro.
Vado in giro per Milano, chiedo per un lavoro, vado in quelle agenzie dove ti trovano un posto, ma non sono fiducioso, gli Italiani sono in piazza perché non hanno lavoro, figurarsi se ne hanno per i Kosovari.
Sono in piazza Duomo e decido di andare verso la zona della Scala, passando per galleria Vittorio Emanuele II. Mentre cammino vedo dei turisti che ruotano attorno a se stessi, sopra le palle di un toro disegnato sul pavimento. Chiedo: "perché?". La guida che li accompagna mi risponde che porta fortuna e mi dice "prova!". Ne ho bisogno e non ho niente da perdere, provo, saluto, ringrazio e me ne vado. Continuo a cercare lavoro, la risposta è sempre "niente!". Vado alla stazione Garibaldi per tornare a casa, ricordo le palle del toro e compro un gratta e vinci. Gratto i numeri fortunati e poi i miei. 47 premio 100.000 euro, mi scoppia il cuore e inizio a piangere, non ci posso credere ma è vero! Come dicono qui "Dio vede e provvede".

Afrim (Gnjilane, Kosovo)

venerdì 28 settembre 2012

Vinci un corso di Italiano con il tuo racconto Italiano

Manda un tuo racconto, scritto in Italiano, ambientato in Italia e potrai vincere un corso di lingua Italiana  di due settimane a Caorle, bellissima cittadina sulla costa Adriatica, vicino a Venezia.
Non perdere questa ghiotta occasione, leggi il regolamento qui affianco e crea!